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Tridia Confraternita Puritina

Venerdì sono andato a vedere Donnie Darko, film di cui ignoravo l'esistenza e di cui non sapevo assolutamente nulla. Iniziamo a parlarne dalla fine, dal momento che all'inizio non sapevo quello a cui andavo incontro. Si dice che il film sia diventato un culto, ma dal momento che in Italia è culto anche il cinema di Alvaro Vitali, ci si può rendere ben conto del fenomeno, inoltre tale culto pare abbia spinto ragazzi ad atti di vandalismo, e qui mi viene da riflettere su cosa sarebbe successo se Arancia Meccanica fosse uscito in questi anni. Per cui dopo questa premessa, per me tardiva, passiamo a parlare del film: personalmente non mi è dispiaciuto, anche se sembrava una puntata particolarmente sfigata di Dawson's Creek, ma sicuramente questo punto di vista l'avevo costruito senza conoscere quello che il film pare abbia generato, nel qual caso sarei rimasto vivamente deluso. Sicuramente l'intreccio non è chiaro, e anzi sembra quasi che non si voglia spiegare niente, forse perchè non si sa cosa spiegare. Una serie di informazioni a casaccio che non permettono di capire nulla su cosa accade o sul perchè è accaduto, se il fascino sta tutto qui???? Sicuramente la storia è una cavolata e anche la spiegazione che se ne dà o per lo meno quella che ho recepito io è molto carente, del tipo che forse è più plausibile il soggetto di Jurassik Park......comunque da vedere per capire il fenomeno che ha generato, fermo restando che sia vero, ma di questo non mi è dato di sapere vivendo in un paesino, dove si sta con i piedi per terra molto più che in città.....

Come potevo mancare alla prima del film dagli antenati più illustri del momento? E come non potevo prendere una fregatura? E' presto detto: ero andato a vedere il film senza nessuna pretesa, con la sensazione che il film sarebbe stato una sostanziale cavolata, come si dice in gergo, un po' come faccio sempre in questo periodo, inoltre avevo curiosità di come Raoul Bova potesse inserirsi in una produzione americana. Non ci crederete ma Raoul Bova, magari ridoppiato, come a suo tempo aveva fatto Terence Hill, potrebbe anche convincere, quello che invece non convince affatto è il film, che mi ha deluso nonostante fossi in un certo senso preparato. Caotico, ma potrebbe essere una scelta, abbozzato, alcune idee potevano essere buone, ma perchè non aggiungere qualche minuto al film, che dura veramente poco, e magari approfondirle? Giudizio quindi fortemente negativo, per un film dal quale però non è che ci si aspettasse più di tanto. Magari la colpa è solo mia che lo sono andato a vedere......chi lo sa????

Sono sicuramente da tempo un nemico delle fiction in televisione, ma forse devo proprio ricredermi, se tante persone le guardano sicuramente c'è un motivo. Qualcuno può dire che non c'è altro, che siamo bombardati dalla pubblicità, ma io invece penso, e sono arrivato a questo dopo averle profondamente odiate e mai guardate, che tutto sommato le produzioni, quando ovviamente non sono spazzatura, non sono male, non dimentichiamoci che le fiction di una volta, vedi Pinocchio, vedi Promessi Sposi ecc. ecc. sono oggi profondamente rivalutate e tenute in gran conto. Ed è proprio per la fiction Maigret con Castellitto, per la quale ci sono stati i commenti più impietosi e i paragoni con lo stesso personaggio interpretato da Gino Cervi, che mi ha fatto riflettere.....
L'ultimo film che ho visto per intero è stato Sperman di Carletto dei Gem Boy.....il suo sito, dove potrete conoscere le sue iniziative è http://www.carlettofx.com/index.htm, tornando al film devo dire che è molto divertente, soprattutto per quanto riguarda la colonna sonora impiantata sulla cover dei Metallica operata da Marco Masini, che devo dire è una cosa fenomenale, ovviamente in senso negativo. Il titolo in questione ovviamente è un film noto, Superman, al quale è stato ricreato il doppiaggio e al quale sono stati creati alcuni effetti che ne hanno intensificato la trama e la profondità......in ogni caso un'opera assolutamente da non perdere.
Come vi sarete accorti in questo periodo vedo pochi film, anzi diciamo pure pochissimi, ma che ci volete fare, il tempo mi manca, quando torno a casa dopo il lavoro solitamente sono stanco e non credo sia un'ottima idea quella di sprecare un film senza che possa dedicarmici e quindi con il rischio che me ne faccia un'idea sbagliata. Inoltre ho saltato anche il mio classico appuntamento del venerdì con il cinema, con il quale riuscivo a vedere qualcosa. Va be speriamo che le cose si mettano per il meglio e che possa finalmente trovare il tempo per i film, dopo che ho iniziato a leggere i libri in macchina mentre vado al lavoro la mattina, ovviamente quando non guido, sono persino riuscito a superare l'impulso a vomitare, che solitamente mi veniva quando lo facevo......

Mi aveva incuriosito da subito, alla prima puntata del nuovo Stargate su La 7, non ero riuscito a capire chi fosse, poi l'ho incontrato per caso in libreria su "Palladion", senza sapere chi fosse, ma alla fine della lettura non ho potuto fare a meno di sapere, e a quel punto ho scoperto che: Valerio Massimo Manfredi e' nato nel 1943. Vive e lavora nella sua casa di campagna a Piumazzo di Castelfranco Emilia (Modena). Laureato in lettere classiche e' specializzato in topografia del mondo antico. Ha preso parte a varie campagne di scavi archeologici in Italia e all'estero ed ha insegnato all'Università Cattolica di Milano, all'Università di Venezia, alla Loyola University di Chicago e all'Ecole Pratique des Hautes Etudes della Sorbona. In sede scientifica ha tradotto e commentato l'Anabasi di Senofonte ed ha pubblicato numerosi saggi fra cui La strada dei Diecimila (1986), Gli etruschi in Val Padana (con L. Malnati, 1991), Mare greco (con L. Braccesi, 1992), Le isole fortunate (1993). Come antichista collabora a "Panorama" e al "Messaggero". A tutto ciò aggiungiamo i magnifici romanzi che fino ad ora ha pubblicato e che personalmente sto leggendo tutti, un po' alla volta.

L'ultimo libro che ho letto è appunto "Lo scudo di Talos" di Valerio Massimo Manfredi. Chi segue questo blog da quando era su Excite si sarà sero conto che sto leggendo tutti i libri di questo autore, che fino a qualche tempo fa non mi ispirava fiducia, ma che ho iniziato ad amare fin dalla prima lettura "Palladion", dopo aver rotto gli indugi. In questo libro in particolare, si segue la tipologia di "Le paludi di Hesperia", ovvero la storia raccontata è ambientata nell'antica Grecia, a Sparta, e tratta la vita di uno spartano abbandonato sul monte Taigeto e successivamente salvato da un Ilota......la trama poi si dipana agile e coinvolgente e in men che non si dica ci fa attraversare tutte le vicende dell'epoca storica in cui è ambientato, dalla battaglia delle Termopili fino a alla battaglia di Platea.....insomma una grande storia narrata con grande maestria, come sempre da parte del Nostro.

Dopo tre commenti positivi ad altrettanti film, per forza doveva arrivare la mia prima stroncatura.....e proprio al mio idolo Vin Diesel....peccato, ma purtroppo, almeno secondo me, non vorrei che qualcuno se la potesse prendere a male, il film è molto noioso, tanto che mi sono addormentato!!!! Mai successo davanti a niente....e poi è un film d'azione!!!! Per cui che altro posso dire, quello che si delinea è un universo confuso e generato da una fusione di caratteristiche di altri mondi fantascientifici molto famosi....un po' Dune, un po' Star Wars, un po' Commando e Rambo......va be lasciamo perdere, per chi ama Vin Diesel e chi non ha troppi peli sullo stomaco quando si parla di Fantascienza.....come il sottoscritto evidentemente.

Non potevo mancare di andare al cinema il venerdì sera, ma purtroppo mi accingo a scrivere del film visto soltanto adesso, con all'orizzonte una possibilissima serata al cinema.....mamma mia che vita varia. Fattostà che la scelta è caduta giocoforza su questo film, a meno di andare a vedere quello con la Marini......lasciamo perdere e entriamo in sala. Premetto che, avendo visto "Il sesto senso" in tempi recenti questo film non mi aveva entusiasmato, anzi, ma devo comunque dire che aveva alla base un'idea molto affascinante, poi sfruttata da moltissimi film, in ogni caso l'idea affascinante sta anche alla base di "The Village", infatti ci sono molti colpi di scena, più o meno riusciti, il tutto immerso in un'atmosfera a metà strada tra "La lettera scarlatta" e "La casa nella prateria".....devo dire, conclidendo, che il film tutto sommato mi è piaciuto, anche se nel cinema direi che tutti gli altri spettatori si sono incavolati della serie "The Blair Witch Project"......
Non vorrei parlare dell'eterna lotta tra il piccolo e il grande schermo, che ci viene propinata da tutte le parti, ma che forse è soltanto un luogo comune, sta di fatto che vorrei invece soffermare l'attenzione sulla carenza di film trasmessi ormai per televisione, che non fa che avvalorare la tesi del luogo comune, privo di fondamento della lotta tra cinema e televisione. Ormai per chi come me non possiede "il satellite" è diventato quasi impossibile vedere qualche film in TV, tranne forse il lunedì. Siamo in balia di show, fiction, quiz. Ma forse non è un bene per la sopravvivenza del cinema?????? Non so, sono molto confuso e tutto sommato incavolato, tanto che finalmente ho compiuto il gesto di comperare il lettore DVD/DiVX così da poter vedere i film che voglio...........